Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

Il Comitato Scientifico Centrale 2018

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Luigi Iozzoli racconta che cosa è e quali compiti svolge il Comitato Scientifico Centrale

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Sella e le origini del cai

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Annibale Salsa in conferenza racconta la storia del CAI.

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Gasparo e il ruolo degli ONC

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Gasparo spiega la figura dell'ONC e la comunicazione naturalistica, un video imperdibile

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Notizie e bandi del CSC

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Notizie dal Gruppo Terre Alte: bandi e attività dell'anno.

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Il comitato scientifico centrale è innanzi tutto un organo tecnico del Club Alpino Italiano e dunque per capirne la sua funzione è necessario sapere che cosa è il CAI attraverso questo articolo apparso su volume celebrativo dei 150 anni di cammino del sodalizio, scritto da uno dei più vecchi Operatori Naturalistici e Culturali della sezione di Mirano (VE), figura che nell' ambito del comitato scientifico ha il compito di promuovere la cultura e la conoscenza della montagna:

 

1. UNA PASSIONE che ha origini lontane

Il Club Alpino Italiano ha origini lontane. È stato fondato nel 1863 da Quintino Sella, uomo di scienza e profonda cultura. Lo scopo di al­lora era “di fare conoscere le montagne e di agevolarvi le escursioni, le salite e le esplorazioni scientifiche”. E l’obiettivo di ieri non è cambiato.

Chi oggi entra nel Club Alpino Italiano ha passione per la monta­gna, rispetto per l’ambiente, attenzione per la natura.

Chi entra nel Club Alpino Italiano trova un mondo ricco di storia, di cultura, di tradizioni. Soprattutto ricco di valori. La montagna è una meravigliosa palestra: allena il corpo ma anche l’anima. È lo scenario ideale dove l’uomo può meglio scoprire se stesso e la solidarietà degli altri uomini. È lo spazio immenso dove ognuno può percorrere un sentiero per ritrovare la propria dimensione.

2. UNA PASSIONE con ampi orizzonti

C’è chi cammina per comodi sentieri, chi arrampica su pareti verti­ginose, chi si muove con sci ai piedi. C’è chi scende nel buio delle grotte. C’è chi studia la natura, il territorio, l’ambiente e cerca soluzioni per una migliore protezione e tutela. Vivono nel Club Alpino Italiano infinite passioni, interessi diversi. L’obiettivo del Club Alpino Italiano è di of­frire a ogni passione una risposta, a ogni interesse un aiuto concreto.

Sono risposte concrete i tanti rifugi, il grande numero di istruttori e di guide, gli innumerevoli corsi, convegni, dibattiti. E soprattutto scuole, pensate come centri di formazione e testimonianza di valori. Un aiuto prezioso sono il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, il Servizio Valanghe, libri e pubblicazioni per una più approfondita co­noscenza, le tante Commissioni che si occupano di medicina di monta­gna e dello studio del territorio o della verifica dei materiali - come corde e moschettoni - impiegati nell’arrampicare. Il Club Alpino Italiano è una struttura aperta e mai rigida, attenta ad accogliere tutti coloro che hanno passione per la montagna, qualunque essa sia.

3. Iscrizioni al Club Alpino Italiano: molti motivi infiniti vantaggi

Il Club Alpino Italiano è un mondo aperto. Aperto a tutti coloro che sentono la passione per la natura, che provano meraviglia per la montagna, che condividono valori, rispetto dell’ambiente e solidarietà tra gli uomini. Iscriversi al Club Alpino Italiano è semplicissimo, basta prendere contatto con la sezione più vicina. E il Club Alpino Italiano offre ai propri soci grandi vantaggi:

  • alloggiare nei rifugi CAI a condizioni particolari rispetto ai non Soci, anche all’estero;
  • frequentare i corsi sulle varie discipline montane organizzati dalle Scuole e alle Sezioni;
  • essere coperti da una assicurazione e ottenere il rimborso delle spese di soccorso, anche all’estero, secondo i massimali in vigore;
  • ricevere gratuitamente la “Rivista del Club” ora “Montagne360”;
  • avere a disposizione la massima documentazione (libri, filmati, carte geografiche) dalle Sezioni sia che dagli Organi Centrali;
  • ottenere forti sconti sulle pubblicazioni CAI.

4. Cultura per allenare la mente

In montagna si va anche con la mente. Filmati, concerti, incontri con personaggi significativi dell’alpinismo e altre manifestazioni cul­turali sono organizzati in tutta Italia dalle Sezioni del Club Alpino Ita­liano. Un’occasione importante di scambio e incontro per tutti gli appassionati di montagna. Un organo specifico, la Commissione Ci­nematografica, realizza ogni anno numerosi filmati per le Sezioni e per le reti televisive nazionali, collabora a programmi sulla montagna anche con preziose immagini tratte dall’archivio storico. Il Film Festi­val di Trento, importante appuntamento per la filmografia mondiale sulla montagna, trova il Club Alpino Italiano in prima fila: è infatti tra i fondatori. I libri, le riviste e il sito internet (www.cai.it) sono una vera miniera di informazioni per chi è alla ricerca di nuovi itinerari e angoli di natura ancora sconosciuti. La “Guida dei Monti d’Italia”, in coedi­zione con il Touring Club Italiano, una collana unica in Italia, illustra le zone montuose delle Alpi e degli Appennini sia dal punto di vista storico, che naturalistico, con informazioni sulle ascensioni e gli iti­nerari. Oltre alle collane di libri e guide, è d’obbligo citare “La Rivista del Club Alpino Italiano”, che da oltre un secolo informa sulla mon­tagna, e “Lo Scarpone”, mensile di servizio sulla vita del Club, entrambi spediti gratuitamente a tutti i Soci.

5. Le Vette del Sapere

Con il trasferimento della Biblioteca Nazionale, avvenuto il 23 otto­bre 2003 -140 anni esatti dalla fondazione del CAI - presso lo storico Monte dei Cappuccini a Torino viene riunito in un’unica struttura il patrimonio di cultura espresso dal Sodalizio attraverso monografie, periodici, archivi, materiale fotografico, film, video e iconografie.

Il Monte dei Cappuccini di Torino rappresenta un luogo d’eccellenza per conoscere ed apprezzare la montagna in tutte le sue sfaccettature. Qui oltre alla Biblioteca Nazionale con i suoi nuovi arredi e un nuovo catalogo on-line del proprio patrimonio troviamo il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, aperto e visitabile tutti i giorni. Si compone di 35 sale dove sono esposti importanti documenti, og­getti, manoscritti, manifesti, testimonianze dell’immenso mondo della montagna. Ospita e organizza anche mostre, sempre sul tema della montagna. Per chi desidera uscire dai confini nazionali verso vette di altri mondi il Centro Italiano Studio Documentazione Alpinismo Ex­traeuropeo (CISDAE) offre un’ampia letteratura.

6. ALPINISMO E SCIALPINISMO, alla ricerca dell’immenso

Nell’alpinismo la montagna prende un’altra dimensione, acquista altri valori. Entrano in scena la verticalità, il vuoto, l’altezza. Non più paesaggi dolci e lineari. Non più boschi e pascoli. Al loro posto cime e cenge, ghiacciai e creste, pareti di rocce dove lo sguardo si perde nel cielo. È rincontro dell’uomo con qualcosa di più grande, il confronto dell’uomo con l’immenso. A coloro che desiderano provare questa emozione il Club Alpino Italiano offre tutta la sua esperienza. Nei corsi di alpinismo si possono apprendere tutte le nozioni teoriche e prati­che. È compito degli istruttori non solo fornire un corredo tecnico ma anche valutare le possibilità e le capacità dell’allievo.

Arrampicare è un’attività impegnativa che richiede una attenta for­mazione. E l’emozione continua anche d’inverno con lo scialpinismo. Una disciplina che richiede non solo abilità e preparazione fisica ma anche una precisa conoscenza dell’ambiente montano, del clima, del manto nevoso. Anche per questa attività il Club Alpino Italiano pro­gramma corsi in molte sue scuole e sedi.

7. SCUOLE E CORSI, l’esperienza insegna

La montagna non è un privilegio per pochi eletti. Il Club Alpino Italiano mette a disposizione di tutti il suo patrimonio di conoscenze, attraverso le scuole e i corsi organizzati dalle sezioni di tutta Italia. Ce n’è veramente per tutti i gusti: dall’escursionismo alle discipline più im­pegnative, come la speleologia o l’arrampicata su ghiaccio. In ogni caso non occorre essere superdotati per partecipare ai corsi, basta l’en­tusiasmo e il rispetto per l’ambiente naturale: gli istruttori insegnano le tecniche di base delle varie discipline, e chi ha “stoffa” potrà di­
ventare un vero esperto e anche a sua volta un istruttore. È impor­tante infatti accostarsi alla montagna con un essenziale bagaglio di co­noscenze.

Sapere quale abbigliamento usare, quale attrezzatura impiegare (scarponi, piccozza, corde...), come leggere una carta topografica, co­me muoversi sulla neve o su di un ghiaione... sono nozioni che è me­glio apprendere dall’esperienza di un istruttore.

8. UIAA e CAA, benvenuti in Europa e nel mondo

Il Club Alpino Italiano è in stretto contatto con associazioni che operano in altri paesi, in Europa e nel mondo. È infatti tra i soci fon­datori dell’Unione Internazionale delle Associazioni di Alpinismo (UIAA) e tra i membri del Club Arc Alpin (CAA). L’obiettivo comune è la protezione della montagna e la sua valorizzazione. Il valore di fondo è la convinzione che la montagna non appartenga ad un solo paese o ad una sola nazione ma è un “bene” aperto a tutti, fruibile da tutti. Sempre nel più grande rispetto.

9. SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO, sicurezza sempre

Molti non conoscono il Club Alpino Italiano, quasi tutti invece co­noscono gli uomini di una particolare sezione: il Soccorso Alpino e Speleologico. Stampa e televisione mostrano spesso i loro interventi in condizioni estreme. Salvataggi di alpinisti appesi in parete o di scia­tori sommersi da una valanga o di speleologi intrappolati in una grotta.

Del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) fanno parte uomini scelti, il loro lavoro è duro e impegnativo, la loro formazione costante. Di media le persone soccorse sono intorno ai 5000, nel 92% dei casi entro quattro ore dall’incidente. Non è certo una eventualità che, di tutti gli interventi, solo 375 (2011) sono stati in aiuto di soci del Club Alpino Italiano: perché in questo club la sicu­rezza vuol dire soprattutto prevenire gli incidenti, imparando a cono­scere le proprie capacità e le insidie della montagna.

10. CLUB ALPINO ACCADEMICO, alpinismo senza guide

Il Club Alpino Accademico Italiano - C.A.A.I. - fin dal 1904 pro­muove l’alpinismo di elevato livello di difficoltà favorendone la pra­tica su tutte le montagne del mondo e valorizzandone gli aspetti culturali.

11. LA GUIDA ALPINA, un compagno fidato

Fare la guida alpina è molto più di un lavoro. Scegliere di andare in montagna con una guida significa avere accanto un esperto che co­nosce come affrontare una parete, raggiungere una cima, superare ogni difficoltà in tutta sicurezza. Significa soprattutto avere accanto una persona e non semplicemente un “tecnico”.

Una persona che conosce l’arte dell’arrampicata, è capace anche di comunicare e trasmettere valori: di solidarietà e di amicizia, perché si arrampica legati ad una sola corda; ma anche l’amore per la mon­tagna, perché una guida può aiutare a scoprire i mille segreti e le mille leggende che la montagna nasconde.

Ugo Scortegagna

(CSC-CAI Mirano)

 

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