Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

I principi ispiratori dei padri fondatori del Club Alpino Italiano furono, ancor prima della conquista, la conoscenza delle montagne.
Infatti lo Statuto del Club Alpino Italiano, all’art. 1, definisce il ruolo culturale del nostro Sodalizio, precisando che ha per “iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.
Dagli inizi con Quintino Sella e fino ai giorni nostri l’intero territorio montuoso, dalle Alpi agli Appennini, è stato oggetto di studi e le vette, in particolare, oggetto di conquista. Molte informazioni raccolte fin dal 1863 sono state trasmesse ai nostri giovani Soci grazie anche alle ricerche effettuate negli anni e conservate, “protette” sia in archivi privati che del CAI, come dispense scientifiche, materiali alpinistici, atti di convegni, reperti storici ed altro ancora.
Da qui, l’idea di realizzare una RETE MUSEALE CAI. Se ne è parlato, riprendendo un progetto del 2013, nella riunione del Comitato Scientifico Centrale che, il 7 marzo 2015, si è tenuta presso il Museo della Società Alpinistica Tridentina – SAT a Trento.

 Il referente per il progetto è Mauro Gianni  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Rassegna “Rifugi di cultura” promossa dal Gruppo Terre Alte del Comitato Scientifico Centrale propone a soci e sezioni un evento estivo diffuso tra i rifugi dell’arco alpino e appenninico italiano promuovendo il loro prezioso ruolo di “fari di cultura”.
Concerti, spettacoli teatrali, reading e conferenze, visite guidate, proposte gastronomiche legate alle produzioni locali animano per un’intera giornata, proponendo agli escursionisti un modo nuovo e gustoso di leggere e vivere la montagna.

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Nel meraviglioso comprensorio del Gruppo del Civetta, in mezzo a questi monti affascinanti, di autentica e inconfondibile bellezza e riconosciuti patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, a fianco del Rifugio Mario Vazzoler, a quota m 1724 sulla sommità del Col Negro di Pelsa, sorge dal 1968 il Giardino Alpino “Antonio Segni”.
Il giardino si estende su un’area di 5.000 metri quadrati, all’interno della quale è presente una rete di sentieri, articolato principalmente in due sezioni: una lasciata all’evoluzione naturale, mentre la seconda propone i principali ambienti tipici delle Dolomiti Bellunesi.
Finora la gestione del Giardino Botanico Alpino “A. Segni” è stata curata dalla sezione CAI di Conegliano, che si è avvalsa del lavoro di volontari per la manutenzione, la messa in posa delle cartellini e la conduzione di visite guidate.

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